
Commemorazione del IV Novembre a Bagnolo del Salento (LE)
Il Direttivo della Presidenza Provinciale della FIDCA di Lecce, nel corso di una riunione tenuta nella sede Provinciale di Piazza Sant’Oronzo, tenuto conto che i Combattenti italiani della 2^ Guerra Mondiale, hanno meritato almeno quanto quelli della 1^ Grande Guerra, considerato che nonostante i Combattenti Italiani rappresentano ancora oggi un trait-d’union importantissimo, uno speciale ponte che ci lega con il passato e con la nostra identità nazionale, partendo dal Risorgimento, fino a giungere ai giorni nostri, che nessuno potrà mai sconfessare, ma che nonostante ciò, non hanno avuto il riconoscimento dell’Ordine del Tricolore (analogamente a quanto avvenne con l’Ordine di Vittorio Veneto, che premiò i Combattenti della 1^ Guerra Mondiale), che giace in Parlamento da diverse legislature, ha deliberato di assegnare, in occasione della cerimonia del IV Novembre, che oltre ad essere la festa delle nostre Forze Armate, inneggia all’Unità d’Italia, quindi è da considerare la vera festa dell’Italia e di tutti gli Italiani, un’attestazione di Merito con relativa decorazione associativa a tutti coloro, tuttora viventi, residenti in Bagnolo del Salento (comune sede di residenza del Presidente Provinciale e Consigliere Nazionale Luigi Mazza), che hanno preso parte per almeno tre mesi all’ultimo conflitto mondiale, in territorio di combattimento. L’onere di spesa è stato per il momento ripartito attraverso l’autotassazione dei componenti del direttivo Provinciale.
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La cerionia religiosa si è svolta nella Chiesa Madre di Bagnolo, dedicata a San Giorgio Martire, con la celebrazione di una S. Messa, alla presenza delle Autorità civili, religiose e militari della zona, oltre a rappresentanze delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, alle scolaresche, accompagnate dal rispettivo corpo insegnanti e a numerosi cittadini, che hanno assistito. La cerimonia è poi proseguita all’esterno della Chiesa, nell’antistante Piazza San Giorgio, ove insiste il Monumento ai Caduti di tutte le Guerre, dove a cura dell’Amministrazione Comunale è stata deposta una corona di alloro al Monumento e tre piccole corone di alloro allestite dai piccoli dell’asilo, subito dopo l'alza badiera. Sono poi seguiti gli interventi del Sindaco di Bagnolo, d.ssa Sonia Mariano, del Sindaco dei giovani Luca Mariano e del Consigliere Nazionale e Presidente Provinciale della Fidca di Lecce, Luigi Mazza.


Al termine dei discorsi commemorativi, fra gli applausi dei convenuti, sono stati consegnati, ai Combattenti tuttora viventi, gli attestati della FIDCA e la decorazione bianca Alleata.


Gli insigniti sono stati:
- Soldato NOCITA Salvatore, nato a Bagnolo del Salento (LE) il 06-06-1914 e quivi residente in via Sirena, 25.
• Motivazione: nato nell’anno in cui iniziava la 1^ Guerra Mondiale, il soldato NOCITA Salvatore ha combattuto dal 1935 al 1937, militando in Africa Orientale e nel 1938 per un anno in Spagna. Nel 1940 sbarcava in Albania, combattendo su quel fronte, e rimpatriava solo al termine del conflitto. Non si è risparmiata neanche una ferita alla mano destra, riportata durante il maneggio di una bomba da mortaio. - Soldato PREITE Giuseppe, nato a Minervino di Lecce (LE) il 19-04-1921 e residente a Bagnolo del Salento, Via Palmariggi, casa sparsa, 4.
• Motivazione: ha combattuto sul fronte Albanese dal 1941 al 1946, praticamente anche lui per tutta la durata della II Guerra Mondiale. - Soldato NOCITA Paolo Giorgio, nato a Bagnolo del Salento il 04-12-1921 e quivi residente Vico Savoia, 2
• Motivazione: partito in guerra nel 1940. Nel 1943 sbarcava a Tunisi, dove, dopo tre mesi di aspri combattimenti, venne fatto prigioniero, rimanendovi tale fino al termine della Guerra. Rimpatriava, infatti, il 27 febbraio 1946 e veniva collocato in congedo il 28 aprile dello stesso anno. - Marinaio TOTARO Giorgio, nato a Bagnolo del Salento il 18-05-1923 quivi residente, Via Roma, 103.
• Motivazione: arruolato in Marina e imbarcato sulla Posamine “Regia Nave Buccari” dal 1940 fino al 1945, per tutta la durata della Guerra. - Artigliere PASCA Salvatore, nato a Bagnolo del Salento il 7-12-1924 e quivi residente, Via Vincenzo Papaleo, 54.
• Motivazione: Subito dopo essere partito per l’Artiglieria Corazzata di Trento nel 1943. Venne fatto prigioniero dai tedeschi, che lo deportarono a Berlino, impiegandolo nel lavoro delle fabbriche per la costruzione di cingoli per i carri armati. Scampato miracolosamente ad un violento bombardamento inglese, che faceva 92.000 morti, rientrava in Patria dopo due anni di dura prigionia.
DISCORSO DELLA D.SSA SONIA MARIANO SINDACO DI BAGNOLO

Oggi 4 novembre, giornata dell’Unità Nazionale e festa delle Forze Armate, che quest'anno si inserisce nel Novantesimo anniversario (1918-2008) della ritrovata pace dopo la Prima Guerra Mondiale, insieme per commemorare con rispetto e dolore quanti militari e civili morirono durante i lunghi anni del conflitto. La gratitudine della Patria, vada verso coloro che con la loro vita, i loro sacrifici, le loro sofferenze, lottarono per creare una Italia unita, libera e democratica. E ancora oggi l’Italia si distingue tra gli Stati del mondo, per numero di missioni in corso e di uomini impiegati. In questo straordinario intento, le nostre Forze Armate sono esemplari. I nostri soldati, gli ufficiali che li guidano, i Comandanti che sovrintendono alle varie operazioni, dimostrano al mondo intero il loro valore. Ciò è motivo di orgoglio per noi tutti ma anche una sicurezza per il futuro della nostra democrazia. Oggi non celebriamo qualcosa di astratto e lontano dal sentire comune. Oggi torniamo a porre l'accento su quello che può essere definito come il bene supremo collettivo: l'unità nazionale. Con il gesto della deposizione della corona d’alloro al Monumento ai Caduti, vogliamo rendere omaggio e ricordare tutti coloro che hanno sacrificato la loro vita per la Patria. L'esperienza della Prima guerra mondiale, con i suoi morti, i suoi lutti “per noi non dovrà più tornare”. Con questo gesto il nostro pensiero e il nostro ringraziamento va:
- agli amici persi sui campi di battaglia;
- per loro il nome dei morti che sono scritti su questa lapide del monumento;
- ricordare anche il loro volto, il volto di un amico con il quale molti di voi hanno condiviso la gioventù, un compagno di classe e poi un compagno d’armi;
- a tutti coloro i quali hanno patito, durante la guerra, durante la prigionia e agli amici morti di stenti nei campi di prigionia.
- l’occasione va colta anche per ricordare tutti i militari caduti, anche recentemente, nelle diverse missioni che le nostre forze armate compiono nel mondo. Sono ancora tante le guerre combattute nel mondo.
In questo senso un pensiero ed un ringraziamento forte sento di dover esprimere ai giovani militari, nostri conterranei, appartenenti all’84esimo CENTRO S A R, morti a causa di un incidente di volo, in Francia, pochi giorni fa: Carmione Michele, Partipilo Marco, Sabatelli Giovanni, Briganti Carmine, Baccaro Teodoro, Biscotti Giuseppe, Tommasi Massimiliano - e vogliamo ringraziare il Signore, insieme ai reduci combattenti di questa comunità, di aver avuto, nonostante i pericoli superati, una buona sorte per essere ancora oggi qui presenti a ricordare ed omaggiare quelli che non sono stati altrettanto fortunati. La ricorrenza del 4 novembre è un momento sempre molto importante. Grazie a tutti voi riusciamo a rinnovare ogni anno il ricordo di quello che è stato il Primo Conflitto Mondiale. E’ una ricorrenza che dobbiamo tenere il più possibile viva per trasmettere anche ai nostri giovani le testimonianze e le esperienze di chi ha vissuto questa guerra. Per non dimenticare la brutalità e l’inutilità della guerra, per commemorare i Caduti affinché il loro ricordo ci stimoli ogni giorno a lavorare per la pace, la non violenza, la democrazia. A tutti voi, ma in particolare ai giovani, auspico che sia sempre presente l’amore per la nostra Patria, non come mezzo di un egoistico nazionalismo, ma come l’espressione di una comune fratellanza e di una identità collettiva. Auguri a tutti, ai nostri soldati e, soprattutto, ai nostri giovani, nella speranza che sappiano non solo conservare l’unità e la pace ma che sappiano alimentarle sempre più.
Viva il 4 novembre, onore ai nostri caduti, viva le Forze armate, viva l’Italia.
DISCORSO DI LUCA MARIANO SINDACO DEI GIOVANI
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Il 4 novembre è una data storica per l’Italia perché, con la fine della I guerra mondiale, la Grande guerra, si concludeva un cammino lungo, durato settant’anni, che finalmente vedeva tutte le regioni d’Italia messe sotto un’unica bandiera.
E’ così che finalmente siamo diventati una Nazione, grazie al sacrificio di quanti, credendo fermamente nel valore dell’Unità nazionale ed avendo alto il senso del dovere, hanno sacrificato la propria vita combattendo in nome della Patria, ed i nomi che leggiamo su questo monumento ai Caduti rappresentano una tangibile testimonianza. Proprio in nome di quel sacrificio l’Unità della Nazione deve essere considerato da noi tutti, soprattutto noi giovani, un bene prezioso, faticosamente conquistato, quindi da custodire gelosamente.
Oggi si celebra anche la giornata delle Forze Armate. Come non pensare ai nostri militari che rischiano la vita ogni giorno anche se impegnati in missioni di pace, così come recita l’art. 11 della nostra Costituzione “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli…;consente…un ordinamento che assicuri la pace…; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.
Il mio pensiero oggi, ed il pensiero dei miei coetanei, è che bisogna lottare affinché ognuno possa vivere in pace e che la celebrazione di questa giornata, in cui ricordiamo i caduti di tutte le guerre, serva a ricordarci cosa sia l’orrore della guerra, portatrice di odio, morte, desolazione e povertà.
E’ necessario che noi giovani di oggi, adulti di domani, coltiviamo il valore della pace, quel valore che sia capace di combattere, senza armi, il germe della violenza, dell’ira, dell’orgoglio, che è insito nell’uomo non educato alla solidarietà, all’integrazione, all’accoglienza, quindi alla pace.
Mi piace concludere con le parole di Gianni Rodari che dovrebbero essere un “Promemoria” (questo è il titolo della sua poesia) per l’uomo di tutti i tempi:
Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola,
a mezzogiorno.
Ci sono cose da far di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per sentire.
Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra.
DISCORSO DEL CONSIGLIERE NAZIONALE E PRESIDENTE PROVINCIALE FIDCA LUIGI MAZZA

ll Consigliere Nazionale Luigi Mazza
Porto il saluto del Presidente Nazionale della Federazione Italiana dei Combattenti Alleati, rag. Armando Lazzarini, che rappresento sia quale Consigliere Nazionale, sia in qualità di Presidente Provinciale di Lecce, a tutte le Autorità Civili, Militari e Religiose, alle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, a tutte le scolaresche e relativi insegnanti intervenuti, agli ex Combattenti presenti ed a tutti i cittadini qui radunati oggi per questa importante commemorazione.
Il mese di novembre è quello destinato a ricordare i morti di tutte le Guerre e su tutti i fronti, i morti di Nassiryia ed altri eventi luttuosi legati a fatti militari. Infatti é ancora vivo il ricordo della grave sciagura che ha colpito l’Aeronautica Militare Italiana nei giorni scorsi, in cui hanno perso la vita, durante un’esercitazione congiunta otto militari, per maggioranza nostri conterranei, per cui mi associo al dolore che ha colpito le loro famiglie.
Questo ultimo drammatico incidente ci ha particolarmente toccati, in quanto è avvenuto in terra di Francia, ove ha sede la Federation Internazionale Anciens Combattants Allies, alla quale la Federazione Italiana dei Combattenti Alleati, aderisce. La nostra Federazione è nata il 3 febbraio 1972, per riunire gli ex combattenti di tutte le guerre, combattute dalle nazioni Alleate in Europa, nel pieno riconoscimento e nella dovuta esaltazione del loro sacrificio, per cui è un’Associazione giovane, ma che ha comunque ricevuto il riconoscimento di Ente Morale, con Decreto del Presidente della Repubblica del 9 aprile 1986, n.305, che l’ha inquadrata fra le Associazioni Combattentistiche e d’Arma e come tale l’ha sottoposta al diretto patrocinio del Ministero della Difesa. La FIDCA è stata la prima associazione in Italia ad affiancare, al suo interno e nelle manifestazioni esterne, la bandiera Europea ed il Tricolore Italiano. In seguito lo Stato Italiano ha disposto che negli uffici pubblici, a fianco del Tricolore Italiano, venisse esposta anche la bandiera Europea. La Federazione é apolitica ed apartitica, ed inquadra fra i propri iscritti Combattenti di tutte le Guerre, in uniforme o senza, che, seppure avanti con l’età, hanno ancora vivo il ricordo delle lotte sostenute per la Libertà e la Democrazia. Essa si prefigge la difesa e l’unità dei Valori della Nazione, l’internazionalizzazione dei valori combattentistici, intesi come strumento di Pace e di Collaborazione tra i popoli; la glorificazione dei Caduti in Guerra e soprattutto di mantenere vivo il culto per la Patria. Si propone anche di ricordare ed onorare, a pari merito dei nostri gloriosi Combattenti, anche quelli delle nazioni alleate che combatterono e morirono per la liberazione dell’Italia e dell’Europa, nel perenne ricordo di tutti coloro che hanno lottato e sofferto sui campi di battaglia e che ricordano sempre le atrocità, i tormenti e le violenze subite durante la Guerra. In realtà, la dedizione e la generosa offerta che ognuno di essi diede alla propria Patria, sono uguali nel loro intimo valore e tutti li accomuna, qualunque sia la nazione a cui appartengono. Un intento, che più di ogni altra iniziativa é di luminoso auspicio per la realizzazione di quella pace fra i popoli, tanto invocata e che, nel contempo, vale a creare solidi ponti di fratellanza e di pace per la costruzione di una Europa Unita.
Attualmente fanno parte della Federazione tutti coloro che ne condividono i principi statutari, che si traducono nel ripudio della violenza, della dittatura, della privazione della libertà personale, nel ripudio della guerra, come soluzione delle controversie internazionali, coloro che si impegnano nel diffondere i principi europeistici e la memoria di tutti quelli che si sono sacrificati per la libertà d’Europa.
Con la Legge n.263 del 18 marzo 1968, venne espressa la gratitudine della Nazione ai combattenti della prima Guerra Mondiale, ai quali venne conferito l’Ordine di Vittorio Veneto, nell’unica classe di Cavaliere, che dava, tra l’altro, agli insigniti un vitalizio annuo seppure modesto (anzi è di pochi giorni fa la notizia della morte a 110 anni, dell’ultimo Cavaliere di Vittorio Veneto). Invece per i combattenti dell’ultimo conflitto mondiale, iniziato ufficialmente il 1° settembre 1939, con l’invasione della Polonia da parte dei tedeschi, conclusosi dopo quasi sei anni di incalcolabili sofferenze e distruzioni, con la resa incondizionata della Germania l’8 settembre 1945, che ha visto protagonisti i soldati delle Forze Armate Italiane, almeno quanto, se non di più, di quelli della prima guerra mondiale, il Disegno di Legge più volte presentato in Parlamento, relativo alla concessione di una onorificenza denominata Ordine del Tricolore, pur essendo trascorsi oltre 60 anni dalla conclusione delle ostilità, ha incontrato resistenze tali, che non è riuscito ad essere approvato fino ad oggi, nonostante i Combattenti Italiani rappresentano ancora oggi un trait-d’union importantissimo, un ponte che ci lega con il passato e con la nostra identità nazionale, partendo dal Risorgimento fino a giungere ai giorni nostri, che nessuno potrà mai sconfessare.
Pertanto il Direttivo Provinciale di Lecce della Federazione, perdurando la carenza legislativa in merito e considerando essere fuori di ogni dubbio che i nostri soldati hanno onorevolmente servito in armi la Patria, durante l’ultima sfortunata Guerra Mondiale, ancorché in campo politicamente sbagliato, come a qualcuno piace sottolineare, ha deliberato di assegnare, in occasione di questa importante ricorrenza del IV novembre, che oltre ad essere la festa delle nostre Forze Armate, inneggia, come è stato più volte detto, all’Unità d’Italia, quindi è quella di oggi la vera festa dell’Italia e di tutti gli Italiani, un’attestazione di Merito con relativa decorazione associativa a tutti coloro, tuttora viventi, residenti in Bagnolo del Salento, che hanno preso parte per almeno tre mesi all’ultimo conflitto mondiale, in territorio di combattimento.
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